Da Cargaleiro il logo di Ravello Capitale della Cultura. Il dossier scritto su carta a mano

Un logo ideato da Manuel Cargaleiro e un dossier di sessanta pagine in cui scrivere le linee guida di un progetto in cui la Costiera ha deciso di credere. La candidatura a Capitale italiana della Cultura di Ravello e dell’intero comprensorio che tiene uniti 14 comuni, da Vietri sul Mare ad Agerola, non è più un’utopia.

Si parte, dunque, in grande stile: con un marchio che presto caratterizzerà brochure degli eventi e vetrine degli esercizi commerciali e un progetto che avrà una sua connotazione territoriale anche nella fattura della carta. A scriverlo, sulla bambagina d’Amalfi, saranno tutti gli attori pubblici e privati che hanno aderito ieri all’invito di Fondazione Ravello durante la prima assemblea pubblica per la presentazione del progetto “Ravello Costa D’Amalfi Capitale della Cultura 2020”.

ph Pino Izzo

Così come deciso nella riunione dei sindaci dello scorso 2 giugno, ad essere invitati sono stati tutti i soggetti pubblici operanti sul territorio, le associazioni e i soggetti privati portatori di interessi collettivi e di categoria. Da Scabec, presente il direttore Francesca Maciocia, ai rappresentati del clero, alle Forze dell’ordine, il “progetto dal basso” così come voluto dai sindaci ha raccolto un’approvazione unanime. Anche da parte delle scuole che avranno un ruolo fondamentale.

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A loro, infatti, verrà affidato il compito di raccogliere e divulgare la memoria storica attraverso interviste a nonni e genitori. Nulla verrà tralasciato dunque. «Abbiamo un progetto di scuole in rete che comprendono ben 11 comuni con 2000 ragazzi e circa 5000 genitori – ha spiegato la preside Patrizia Milo – Questo lavoro è già in fase di realizzazione da tempo e saremo in grado di fornire un contributo prezioso».

ph Pino Izzo

La candidatura di “Ravello Costa D’Amalfi Capitale della Cultura 2020” è occasione anche per stabilire una serie di sinergie dopo l’intesa dei 14 comuni a sostenere il progetto e a cui alcune municipalità hanno già provveduto a nominare i propri rappresentanti. Prima fra tutte un biglietto unico di accesso ai musei da concordare con Scabec. Ma tra le ipotesi c’è anche quella ambiziosa di una vera e propria card personalizzata da ipotizzare con uno dei partner finanziari che stanno per aderire al progetto.

«E’ una bella sfida – ha detto la Maciocia di Scabec – a cui siamo onorati di partecipare incrementando anche il circuito arte card lavorando inoltre sui trasporti considerato che il consorzio Unico Campania rientra in ArteCard». Sempre sul fronte trasporti altra idea è quella di mettere in rete i taxi della Costiera e costituendo un vero e proprio sistema tra i gestori locali.

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La parola d’ordine è “Crederci!” e mai come in questo momento la vittoria non sembra un’utopia. Ne è convinto più di tutti Secondo Amalfitano che ieri nell’auditorium di Villa Rufolo ha esposto il progetto e soprattutto le prossime tappe verso la presentazione del dossier. Il direttore di Villa Rufolo è responsabile del progetto per il Comune di Ravello e per la Fondazione Ravello ed ha garantito il supporto tecnico al progetto, soprattutto nella sua visione comprensoriale di area vasta «in piena coerenza con la sua mission statutaria».

«La Costiera non è un territorio omogeneo – ha detto Amalfitano – unica cosa che accomuna i 14 comuni è la loro bellezza. Ma questa apparente fragilità o negatività, per paradosso, sarà la fortuna della nostra candidatura. Il progetto, che dovrà essere contenuto in 60 cartelle e presentato al Ministero, includerà in maniera paritaria beni materiali ed immateriali, forzando la mano su questi ultimi».

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All’assemblea sono stati presentati gli obiettivi concordati nel tavolo istituzionale: stimolare una cultura della progettazione integrata e della pianificazione strategica, valorizzare i beni culturali e paesaggistici, migliorare i servizi rivolti ai turisti, sviluppare le Industrie culturali e creative e favorire i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana.

Entro la prossima settimana dalle parole si passerà ai fatti con l’insediamento del gruppo di lavoro composto da una cabina di “regia politica” di fatto già insediata e formata dai sindaci o dai loro rappresentanti e da un “tavolo tecnico” che dovrà stendere il dossier di candidatura da approvare entro il mese di agosto. Il percorso insomma è chiaro e procede a ritmi serrati, grazie all’appoggio che il progetto sta riscuotendo sia a livello locale che regionale.

ph Pino Izzo

Sollecitati dai sindaci e dalla Fondazione anche Aziende, personaggi e artisti che travalicano i confini nazionali; a lavorare al logo che accompagnerà la nuova avventura della Costa d’Amalfi, il maestro portoghese Manuel Cargaleiro, legatissimo al territorio.

«Questo è un esempio di lucida follia – ha detto il presidente di Ravello Nostra, Paolo Imperato – Un progetto quanto mai ambizioso che presuppone uno sforzo di sinergia e d’identità da ritrovare come accade nel 1997 quando l’Unesco riconobbe la Costiera patrimonio dell’Umanità. Ci muoviamo sul piano della cultura, dei beni storici, architettonici e dei beni immateriali crinale sul quale si farà la differenza».