“Cappelunghe green island”: l’isola d’Ischia diventa un piatto gourmet

foto di foto emanuele minerva e karen phillips

L’isola d’Ischia diventa un piatto tutto da gustare! L’idea di portare a tavola la cartina geografica dell’isola verde del napoletano è arrivata allo chef Pasquale Palamaro nel suo ristorante gourmet “Indaco” dell’Albergo della Regina Isabella, nella località ischitana di Lacco Ameno.

Lo chef stellato Palamaro è riuscito a creare un piatto con il perimetro inconfondibile dell’isola di Ischia a base di  crema di scarola, cappelunghe ( meglio conosciuti nel nostro dialetto con il nome dio cannolicchi)olive, salsa di alghe di mare e tonno secco.

Da questo connubio perfetto di ingredienti nasce così “Cappelunghe green island”, l’ultimo piatto alla carta nel menù del ristorante di Ischia che è soprattutto filosofia dell’accoglienza. Proprio come racconta Pasquale Palamaro, quando arriva un ospite bisogna raccontargli del territorio e quale modo migliore se non raccontarglielo proprio a tavola?

foto di foto emanuele minerva e karen phillips

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“Quando arriva un ospite bisogna raccontargli il territorio. Fare da Cicerone, anche con la cucina. Così, al pari di un tassista che conduce i turisti nei luoghi più suggestivi dell’isola, ho tradotto in un piatto la sua cartina – ha raccontato Palamaro su le pagine de “La Repubblica di Napoli”.  I clienti così approcciano con la forma dell’isola e comprendono, al contempo, il mio concept di cucina, che parte dall’identità del territorio e le rimane assolutamente fedele, pur reinterpretandola”.

Oltre che la creazione del piatto “Cappelunghe green island” che va servito tiepido, Pasquale Palamaro ha proposto anche una rivisitazione della famosa Coppa di Nestore, uno dei reperti più importanti e preziosi rinvenuti nella necropoli di San Montano, sempre nella località di Lacco Ameno, che riporta uno dei più antichi esempi di scrittura alfabetica.

foto emanuele minerva e karen phillips

Il piatto della Coppa di Nestore si presenta del tutto simile nell’aspetto al reperto archeologico originale, grazie alla collaborazione dei ceramisti di Keramos. Per quanto riguarda invece gli ingredienti, la Coppa di Nestore diventa un dessert con yogurth greco, vino cotto, frutti rossi e olio d’oliva.