Caos arrivi a Capri: l’isola presa d’assalto da turisti e aliscafi

Estate record a Capri. Nell’isola dei faraglioni da settimane si registrano migliaia di presenze giornaliere e i servizi sono ormai al collasso.

Tra numero chiuso, congestionamento e sbarchi record, il sindaco Gianni De Martino si è fatto portavoce del discontento dei capresi rinnovando il suo appello al viceministro Borletti Buitoni di non dimenticarsi del sovraffollamento delle principali mete turistiche italiane.

L’amministrazione comunale di Capri sta raccogliendo giorno dopo giorno dati e monitorando quello che avviene ogni giorno sull’isola e in particolare nel porto.

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La tematica, come ha dichiarato il sindaco De Martino, va affrontata con urgenza e decisione, ma è anche fondamentale la profonda conoscenza del problema e l’acquisizione di dati reali per capire e per affrontare il tema.

Per fronteggiare l’”invasione” turistica, il comune di Capri ha intanto provveduto direttamente alla registrazione e al controllo delle banchine. Il risultato non è stato affatto incoraggiante dato che la concentrazione di arrivi nel porto commerciale non può essere più tollerata.

Nei giorni scorsi si è registrato che in tre ore accostano sull’isola 26 mezzi tra aliscafi e jet con quasi seimila persone a bordo. In poco più di 15 minuti , dalle 9,51 alle 10,08, sbarcano più di mille persone e ciò significa che qualcosa non torna e che l’ordinanza 99 del 1999 non viene rispettata.

Secondo il sindaco l’applicazione della regolamentazione del 1999 aiuterebbe sin da subito ad alleggerire il congestionamento delle aree portuali ed anche a capire meglio quali correttivi siano necessari per una diversa regolamentazione degli arrivi.

 Il provvedimento disciplina il periodo e l’intervallo di tempo per arrivi e partenze da e per Capri, ma impone anche alle compagnie di navigazione precise modalità di svolgimento delle attività e del loro servizio a terra.

Il sindaco De Martino punta il dito, non solo contro la guardia costiera, ma anche contro le compagnie di navigazione che ne approfittano per violare la regolamentazione.  “Servirà soprattutto obbligare le società marittime che servono l’isola a rendere un servizio più funzionale, più decoroso, più sicuro – ha dichiarato De Martino-. Di ciò se ne gioverebbe prima di tutto proprio la Capitaneria di Porto e poi l’immagine ed il decoro di Capri».