Campi Flegrei: studio Ingv e London University rivela una “fase critica” / Video

Il vulcano dei Campi Flegrei starebbe entrando in una “fase critica”. Lo rivela un nuovo studio apparso su Nature Communications secondo cui i fenomeni sismici e di sollevamento del suolo potrebbero diventare più intensi e conseguentemente pericolosi.

Un allarme quello rilanciato oggi da una serie di siti tra cui Focus, che giunge a distanza di un mese dalle tranquillizzanti parole della direttrice dell’osservatorio Vesuviano che in un video de Il mattino sottolineava l’inesistenza di pericoli reali.

Ma quale sia la condizione attuale dei Campi Flegrei dipende dallo stato fisico del sottosuolo. Per questo motivo, secondo gli studiosi, risulta di estremo interesse non solo scientifico ma anche pratico conoscere con precisione le condizioni delle rocce profonde.

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I Campli Flegrei, una vasta area situata nel golfo di Pozzuoli, a nord-ovest della di Napoli. sono la grande caldera caratterizzata dalla presenza di circa quaranta vulcani, tra cui la Solfatara di Pozzuoli ubicata a circa tre chilometri dal centro della città di Pozzuoli.

Una zona evidentemente a rischio per i tanti fenomeni geofisici che si ripetono con grande frequenza. Secondo la ricerca condotta dall’osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Napoli e dall’University College di Londra, la Solfatara di Pozzuoli starebbe entrando in una fase critica, durante la quale potrebbero verificarsi fenomeni sismici e di sollevamento del suolo più intensi e pericolosi.

Negli ultimi decenni sono stati registrati centinaia di fenomeni sismici. Nel 1970 e nel 1983 la forza di questi ultimi costrinsero all’evacuazione migliaia di persone. Se a partire dalla metà degli anni ’80 i fenomeni sembravano essere diminuiti, nel 2005 si sono ripresentati.

Ovviamente la situazione geofisica e i movimenti del suolo sono monitorati con costanza ed accuratezza dall’osservatorio vesuviano. I ricercatori hanno anche creato un modello matematico che dimostrerebbe che i sollevamenti del suolo degli ultimi 60 anni siano dovuti ad un “accumulo di sforzi” che porterebbero il vulcano ad una condizione più vicina all’eruzione rispetto a quanto si pensava.

Una situazione critica ma che, secondo quanto dichiarato al quotidiano “Il Mattino” dalla direttrice dell’osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco, appena un mese fa, non desterebbe particolari preoccupazioni: «Il Vesuvio, così come i Campi Flegrei sono costantemente monitorati e al momento non c’è niente che desti preoccupazione in noi studiosi».

La direttrice dell’osservatorio Vesuviano sottolineava che non esistono pericoli reali: «Non è cambiato nulla anzi quello a cui stiamo assistendo proprio nelle ultime settimane è un rallentamento dei fenomeni. I dati in nostro possesso ci testimoniano dell’attività vulcanica ma non sono tali da creare alcun genere di allarmismo».