Campania: massi e detriti giù dal Monte Faito e dal Vesuvio. Paura dissesto dopo gli indendi

Come annunciato la giornata di ieri è stata caratterizzata da abbondanti piogge in tutta la regione. Purtroppo molte zone della Campania hanno riportato danni e soprattutto quelle colpite dagli incendi, hanno destato molta paura. In Costiera Amalfitana c’è stata una frana sulla provinciale tra Tramonti e Ravello, qualche allagamento come a Gete ed il mare di Maiori si è colorato di nero, ma tutto sommato non si sono registrati danni rilevati.

Diversa la situazione legata al monte Faito e al Vesuvio. Entrambi colpiti da incendi devastanti. Le immagini di quest’ultimo divorato dalle fiamme ha fatto il giro del mondo e ha indignato non soltanto i residenti a Napoli e provincia. Il Monte Faito è stato vittima di ripetuti roghi che lo hanno trasformato in un monte calvo, senza più la sua colorata vegetazione.

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Con l’arrivo delle abbondanti piogge sono stati trasportati a valle una grande quantità di detriti, oltre che qualche masso, che hanno fatto temere che si potesse staccare qualche pezzo di roccia più consistente, che potesse mettere a repentaglio l’incolumità di chi nella zona del Faito ci abita.

Scenario simile anche nei pressi del Vesuvio. L’acqua ha trasportato tronchi, detriti e rifiuti, a Ercolano è venuta giù la strada che dal casello autostradale conduce al Vesuvio. La voragine ha catturato un camion, abilmente l’autista è riuscito a scappare dal finestrino. A Oplonti, con i suoi Ori archeologici finalmente in mostra nell’ex Municipio di Torre Annunziata, continuano i crolli dei cornicioni dai palazzi vecchi e abitati. Così fino a Sorrento, Torre del Greco, Napoli.

Uno scenario a dir poco desolante, con torrenti trasformatisi in fiumi che rischiano di esondare e creare ulteriori danni. Tombini saltati, caditoie bloccate e fogne che non riescono più a contenere quanto dovuto. Oltre il danno ora arriva la beffa, doop mesi di incendi che hanno divorato decine di ettari di boschi e reso il territorio ancora più esposto ai noti rischi idriogeologici.

Lo scenario sopra descritto potrebbe tranquillamente essere riferito anche alla nostra Costiera Amalfitana, martoriata dalle fiamme che hanno mandato in fumo centinaia di ettari di verde. Ora nella Divina c’è il timore che dai monti si possano staccare preoccupanti quantità di materiale, soprattutto in considerazione che quello di ieri è stato il primo vero fenomeno temporalesco e in vista di ciò che potrà accadere tra qualche mese.