Cambiamenti climatici e conservazione dei beni culturali: un workshop a Villa Rufolo

I cambiamenti climatici, oltre a creare danni considerevoli all’ambiente, rappresentano anche una minaccia crescente per il patrimonio culturale mondiale. Ogni anno, in varie parti della Terra, si verificano inondazioni, uragani, tsunami, frane e altri eventi catastrofici che, oltre a provocare pesanti danni alla popolazione, condizionano anche lo stato di conservazione di monumenti, siti archeologici, centri storici, musei, biblioteche e opere d’arte in generale.

Per verificare lo stato dell’arte il Consiglio d’Europa, in collaborazione con il Centro di Ravello ed il Ministero della cultura francese e con il supporto di Icomos Italia, ha organizzato, nello scenario di Villa Rufolo, dal 18 maggio al 19 maggio 2017 un workshop internazionale dal titolo “Cultural Heritage Facing Climate Change: Experiences and Ideas for Resilience and Adaptation”. Alla due giorni hanno aderito esperti, professionisti  accademici, nonché rappresentanti delle istituzioni europee.

Nell’ultimo decennio la comunità scientifica europea si è adoperata per definire e analizzare le minacce e l’impatto dei cambiamenti climatici sul patrimonio culturale. La Commissione Europea ha sostenuto due importanti progetti sul tema “L’Arca di Noè” (2003-2007) e  “Climate for Culture” (2009-2014).

Già nel 2008 il Consiglio d’Europa ha commissionato un rapporto sulla “Vulnerabilità del patrimonio Culturale per effetto dei cambiamenti climatici” e l’anno successivo ha organizzato a Ravello,  il Primo Workshop internazionale su  “Climate change and cultural heritage” da cui sono scaturite le “Raccomandazioni del Comitato dei Corrispondenti permanenti dell’Accordo Parziale Aperto sui Rischi Maggiori (EUR-OPA Major Hazards).

In quell’occasione gli Stati membri hanno chiesto che fossero identificati i beni culturali più minacciati dai cambiamenti climatici, promosse azioni di formazione per i professionisti del patrimonio culturale e integrate le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici con il patrimonio culturale.

Di conseguenza, dal 2009 al 2015 il Consiglio d’Europa ha promosso, con l’Università Paris-Est Créteil ed il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, una serie di corsi di specializzazione sul tema. Infine da segnalare i risultati della conferenza Climate COP 21 di Parigi che hanno ulteriormente sottolineato l’urgenza del problema.