Approvata la legge di tutela degli agrumeti: in arrivo fondi per gli agricoltori

Agrumeti d’Italia, da oggi saranno tutelati dalla legge. Il disegno di legge di tutela del nostro oro giallo era stato pensato dal deputato di Forza Italia e Presidente della  della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati nella precedente legislatura Paolo Russo.

Il via libero del disegno di legge, che è stato dato in sede legislativa dalla Commissione Agricoltura della Camera, spiana definitivamente il terreno alla salvaguardia ed alla valorizzazione di una delle coltivazioni che più di tutte evocano e caratterizzano il Made in Italy agroalimentare e turistico: gli agrumeti.

La legge appena approvata prevede non solo l’individuazione dei territori interessati al recupero e alla salvaguardia degli agrumeti, ma anche un apposito fondo di 3 milioni di euro.

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I limoni di Sorrento, di Capri, Ischia e Procida, gli agrumi della costiera amalfitana ma anche quelli delle altre fasce costiere italiane, dal Gargano alla Sicilia, acquistano così il loro diritto di cittadinanza. Questo consentirà il recupero di una tradizione agricola che non è fine a se stessa ma che rappresenta un importante elemento di tutela ambientale, soprattutto dal punto di vista di prevenzione del dissesto idrogeologico in un Paese ad altissimo rischio, e di valorizzazione in chiave turistica ed economica di numerose importanti location nazionali.

“L’Italia accende un faro su un altro pezzo dello straordinario mosaico di tradizione, competenza, bellezza e qualità esclusive che la rappresenta. Tutelare gli agrumeti caratteristici – dichiara Paolo Russo – equivale a tracciare un percorso, ad indicare su quale strada bisognerà camminare per promuovere l’identità dell’Italia agli occhi del mondo”.

Inoltre, il fondo di 3 milioni di euro consentirà ai piccoli agricoltori e alle imprese di rafforzare il trend che vede l’agricoltura produrre Pil e lavoro soprattutto tra i giovani. Ora che la legge è stata approvata, toccherà comunque alle Regioni fare tempestivamente e bene la propria parte, dal momento che il testo prevede il loro coinvolgimento diretto nelle procedure prima di assegnazione dei contributi e poi di controllo dei fondi erogati.

Si tratta sicuramente di una buona notizia per chi per anni ha lavorato, con tecniche integrate, tradizionali e biologiche, in aree di rischio idrogeologico o di particolare pregio paesaggistico, storico ed ambientale proprio come la nostra Costiera amalfitana e ne ha anche subito la concorrenza sleale di un mercato che non sempre privilegia la qualità.

Da oggi, i coltivatori e gli imprenditori della Costiera amalfitana possono iniziare a sentirsi più tutelati. Il loro duro e paziente lavoro può proseguire con la consapevolezza di poter contare su regole e tutele che compenseranno la differenza tra ricavi di vendita e costi di produzione che per anni li ha visti penalizzati in un mercato globale.