Amalfi: Gentiloni lascia l’eremo del Santa Caterina. Cena a La Caravella / Foto

Quarantotto ore di pausa distensiva. Si annuncia così il relax ad Amalfi del premier Paolo Gentiloni che da mezzogiorno si è rinchiuso nell’eremo blindatissimo alle porte di Amalfi dove trascorrerà la sua Pasqua in compagnia della moglie e del capogruppo del Pd al senato Luigi Zanda, altro assiduo frequentatore dell’hotel a cinque stelle di proprietà della famiglia Gambardella.

Ma chi credeva che sarebbe rimasto al Santa Caterina anche stasera è stato smentito. Già, perché il relax di Gentiloni in Costiera è proseguito con una sortita ai tavoli de La Caravella, il ristorante stellato di fianco all’arsenale di Amalfi.

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Qui il presidente del consiglio è giunto alle 20.30 in punto a bordo di una delle auto blindate di palazzo Chigi. Gentiloni e consorte sono scesi davanti all’ingresso del ristorante che si trova sul ciglio della strada statale lungo la quale per qualche attimo è stato bloccato il transito delle vetture.

Stesso copione dunque della visita di un anno fa quando Gentiloni si mosse dal Santa Caterina solo per un’escursione gastronomica ai tavoli del noto ristorante dove l’owner Antonio Dipino lo ha deliziato con le rivisitazione in chiave gourmet dei classici della cucina amalfitana rigorosamente a base di pesce.

In particolare trito di pesce in foglia di limone e tubetti con ragù scomposto di zuppa di pesce. Al presidente del consiglio è stato regalato anche un asinello in ceramica, il simbolo della Costiera Amalfitana lanciato proprio dall’Art Gallery di Antonio Dipino attigua al ristorante.

Quello tra Gentiloni e la Costiera è un feeling lungo oltre quindici anni. Un legame che dura dai tempi in cui il suo ex partito, la Margherita, organizzò un forum proprio da queste parti. Da allora Gentiloni, che ricopriva l’incarico di ministro delle comunicazioni nel secondo governo Prodi, ha spesso frequentato la cittadina capofila. Anche in inverno, non disdegnando peraltro di passeggiare per il centro storico della città.

E chissà se domani in occasione della santa Pasqua si affaccerà per le vie del centro. Magari per seguire la messa domenicale che sarà officiata in forma pontificale alle ore 11.