Amalfi, piccoli attori crescono. Kaleidos porta in scena “E manco’o sole ce la sponta”

Lunedì 24 luglio alle 21 al Largo Duchi Piccolomini di Amalfi andrà in scena “E manco’o sole ce la sponta”, il saggio finale del corso di laboratorio teatrale realizzato dall’Associazione Kaleidos e diretto da Maria Nolli e Ippolito Civale per l’anno 2016/17.

Lo spettacolo, patrocinato dal Comune di Amalfi e portato in scena dai ragazzi del Progetto Teatrolab, prende liberamente spunto dall’opera teatrale “ ‘O vico “ di Raffaele Viviani. La vera protagonista di quest’opera è Napoli, una realtà storica e ambientale, vista con un occhio particolare, di chi guarda alle pene e alle miserie altrui senza patetismo, senza compiacimenti, bensì con la saggezza di chi vuole esaltare il buono e correggere il cattivo.

Il saggio – spettacolo sarà costituito da un unico atto in cui si contrappongono personaggi di diverse fasce sociali tutti oppressi dal problema della ricerca di un posto di lavoro. Viene fuori l’immagine di una Napoli sofferente, povera, amara e misera. Qui il realismo è indiscutibilmente crudo.

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L’opera è ambientata in un vicolo napoletano ove prende vita una folla plebea di personaggi riprodotti mirabilmente perché studiati nella vita e fra la folla di quel popolo di piccoli eroi e di piccoli delinquenti nel quale ogni personaggio è  lieto e spensierato rappresentante della rumorosa gaiezza di Napoli.

Il popolo napoletano da pretesto diventa soggetto di poesia che si rivela a se stesso, grida le proprie ragioni, si giudica e si conforta. Il linguaggio tipicamente partenopeo  si trasforma in un dialetto da subalterno che diventa  linguaggio primario.

Gli operatori dell’Associazione Kaleidos non si fissano una trama ma un luogo: scelgono  i personaggi più comuni a questo ambiente e li fanno vivere come in questo ambiente vivono, li fanno parlare come li sentono parlare.

Man mano che le figure acquistano corpo e la macchietta diventa tipo, portano la fantasia per la via più logica da seguire, a seconda dei loro caratteri, dell’atmosfera creata; le figure, che man mano balzano vive dall’insieme del quadro, prendono forma di veri caratteri  le portano decisamente in avanti.

In scena quindi ci sarà una vasta gamma di situazioni, di “tipi” che recitano l’eterna vicenda quotidiana della vita, tra amarezza e tenerezza, tra sofferenza e allucinazione, tra ingenuità e furbizia, tra illusioni e delusioni. Personaggi quintessenziati e fissati per l’eternità.