8 settembre 1943: lo sbarco degli americani in Costiera

L’8 settembre è una data storica che ha cambiato il volto recente della Costiera Amalfitana e non solo. Per la precisione tra la notte del 8 e 9 settembre del 1943 i militari americani sbarcarono nel golfo di Salerno, con ben 400 navi che occuparono l’area marittima da Maiori sino ad Agropoli per dar vita ad uno dei momenti più importanti della storia dell’Italia. Gli amercani, nel cuore della notte, sbarcarono anche in Costiera Amalfitana e dopo alcune ore occuparono Ravello, con l’obiettivo di raggiungere in breve tempo il Valico di Chiunzi, punto strategico per occupare l’agro nocerino sarnese ancora in mano tedesca.

sbarco-americani

Il viaggio dei militari americani verso Chiunzi in prima battuta non apparve troppo complicato, questi arrivarono quasi senza problemi nella frazione Pietre di Tramonti. Giunti dinnanzi al piazzale della chiesa di San Felice, alcuni soldati si accamparono, costruendo il dormitorio proprio all’interno della chiesa. In un primo momento nel cuore degli abitanti del borgo collinare della Costiera Amalfitana, vi si era insinuata la paura, il timore di ulteriori battaglie e di altri spargimenti di sangue. Dopo solo poche ore, nonostante le ovvie difficoltà nella comunicazione, i rangers riuscirono a fare comprendere ai tramontani le loro buone intenzioni, anche attraverso dei gesti semplici, come regalare del cioccolato ai bambini.

militari a riposo sul valico di chiunzi dopo un battaglia

Cominciò da quì un’operazione di “pulizia” della zona, con i mortai che da San Felice batterono circolarmente tutta la campagna, per ripulirla da eventuali postazioni tedesche. Un altro plotone di militari americani continuò dritto verso il Chiunzi, così da poterlo scavalcare il prima possibile. Un altro plotone di militari americani che aveva preso possesso di Ravello vi costruì un campo di risposo e ristoro per i militari, nella zona dov’erano presenti tutti gli alberghi, operazione molto simile a quella svolta qualche giorno dopo con “La Violetta” sul Valico di Chiunzi. Una volta ripresa la marcia e raggiunta la vetta gli americani incontrano le prime grandi difficoltà. I cannoni dei tedesci appostati a Corbara cominciaro a sparare senza sosta, a distanza di poche ore vi fu uno scontro ravvicinato, con ingenti perdite di uomini da ambe due le parti. Si creò quindi una fase di stallo e gli americani furono costretti, almeno momentaneamente, a rimanere sul Valico di Chiunzi.

militari davanti al fort schuster

La battaglia continuò per alcuni interminabili giorni, ma gli alleati non riuscivano a prendere il sopravvento fin quando un manipolo di partigiani che scalarono il valico dalla parte dell’agro, eludendo le pattuglie tedesche e consegnarono agli ufficiali americani un plico del loro sindaco che dava il via libera. I Rangers americani, grazie anche all’arrivo di alcuni rinforzi provenienti da Ravello e altre zone della Costiera, riuscirono ad abbattere la resistenza tedesca entrando così a Nocera, Pagani ed Angri e continuando il loro viaggio di liberazione.